Mi chiamo Andrea Gumina. Sono laureato in Scienze dell'Informazione e lavoro per un'azienda di consulenza IT. Da qualche anno mi occupo di integrazione di sistemi, di SOA (Service Oriented Architecture) da poco meno di tre.
Ben Ramsey raccoglie, in “Making the Most of HTTP In Your Applications“, metodi, codici di risposta ed headersHTTP: per sfruttare appieno ciò che il protocollo offre e non limitarsi a POST, 200-OK, 404-Not Found e 500-Internal Server Error.
Fondata sull’infrastruttura di Google, garantisce load balancing, fault tollerance e ragguardevole scalabilità – tutto in automatico.
Include una base dati che poggia su BigTable: un sistema distribuito (usato ad esempio in Finance, Earth e nell’indicizzazione) per la gestione di grosse quantità di dati (ordine di Petabytes). Questa base dati non è relazionale, ma a coppie chiave-valore: non contempla quindi le joins.
L’autenticazione con Google Accounts, l’invio di e-mail tramite Google Mail, la manipolazione di immagini e l’uso di Memcached sono solo alcune delle API che il framework mette a disposizione.
Ad oggi, Python è l’unico linguaggio di programmazione previsto. Il Software Development Kit (SDK) simula in locale l’intera piattaforma.
Ci sono alcuni vincoli, ad esempio:
La persistenza dati può avvenire solo sulla base dati inclusa
L’applicazione può essere invocata solo con protocollo HTTP o HTTPS
Il codice è eseguito solo a fronte di una richiesta HTTP
L’invocazione di web services ha un time-out di pochi secondi
I primi 500 Mb di spazio e banda/CPU sufficiente per 5 milioni di visite al mese sono gratuiti.