Registry e Repository SOA: interfacce UDDI
Pubblicato da Andrea Gumina su 26 Maggio 2008
Ho installato e provato Mule Galaxy e Wso2 Registry: due registry-repository open source che sorprendentemente non implementano lo standard UDDI.
In un’architettura SOA (Service Oriented Architecture) il registry-repository è lo strumento deputato a:
-
censire e catalogare servizi (catalogo di chi offre cosa, con quali interfacce e dove)
-
mantenere i documenti delineati dal SOA Reference Model di Oasis (descrizioni delle funzioni, degli effetti, policy, contratti, ecc.)
-
gestire il ciclo di vita dei servizi (dalla definizione alla produzione, versioni comprese)
Mentre la prima funzionalità è propria della “parte registry“, le altre sono richieste alla “parte repository“.
UDDI (Universal Description Discovery & Integration) è una specifica Oasis:
-
stabilisce la sintassi e la semantica delle operazioni e dei messaggi usati per interagire con i registry
-
è lo standard attualmente più implementato, più commercializzato e più utilizzato
-
non prende in considerazione le funzionalità richieste alla “parte repository“
Avvalendosi, però, dei tModels (definibili in breve come etichette legate a valori, URI o altri tModels), è possibile “implementare” quello che si richiede ad un repository (se pur con delle limitazioni). Il prezzo da pagare è la complessità, mitigabile da interfacce utente (utilizzabili solo da umani) o API (che hanno però il difetto di essere proprietarie e di riportare al problema di partenza).
Il registry-repository non può e non deve essere uno strumento isolato dal resto: per il governo, per il riuso, per il rigore del flusso di lavoro (la progettazione, ad esempio, deve poter contare sul registry-repository per sapere cosa già esiste e cosa manca, l’IDE utilizzato per “sviluppare” le composizioni, le orchestrazioni ed i processi deve potersi integrare, ecc.). UDDI garantisce queste integrazioni; le interfacce proprietarie non le escludono ma non le assecondano.
L’integrazione serve a collocarlo nel flusso di lavoro, favorendone (potremmo dire imponendone) l’utilizzo; il flusso di lavoro e l’utilizzo contribuiscono al governo (la governance).
UDDI, probabilmente, non è la SOLUZIONE, come non lo è l’approccio proprietario. UDDI ha il pregio di essere uno standard: garantisce l’integrazione del registry-repository con gli altri strumenti e componenti e ne semplifica la collocazione nel flusso di lavoro, favorendone l’utilizzo.
—-><—-
Sullo stesso argomento:
—-><—-
Hai trovato questo post interessante? Sottoscrivi il feed completo e partecipa alla discussione
