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    Mi chiamo Andrea Gumina. Sono laureato in Scienze dell'Informazione e lavoro per un'azienda di consulenza IT. Da qualche anno mi occupo di integrazione di sistemi, di SOA (Service Oriented Architecture) da poco meno di tre.

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Basi dati chiave-valore

Pubblicato da Andrea Gumina su 27 Gennaio 2009

Se si ricercano i dati solo per chiave, se non si eseguono join o se si possiedono parecchi dati e non si desidera amministrare repliche e partizioni, potrebbe aver senso usare una base dati a coppie chiave-valore: qualcosa, ossia, molto simile ad una tabella hash distribuita.

Richard Jones di Last.fm ha pubblicato un interessante articolo – Anti-RDBMS: A list of distributed key-value stores – in cui sintetizza le caratteristiche di un certo numero di basi dati chiave-valore open source: Project Voldemort, Ringo, Scalaris, Kai, Dynomite, ThruDB, CouchDB, Cassandra, HBase e Hypertable. Tra questi, CouchDB, ThruDB, MemcacheDB, Project Voldemort e Dynomite, sembrano i più promettenti.

Project Voldemort, in particolare, è scritto in Java ed usato da Linkedin; automaticamente replica, partiziona ed esegue il caching dei dati, non ha un singolo punto di fallimento, persiste su Mysql o BerkleyDB ed è rilasciato con licenza Apache 2.0.

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